Mancano meno di 6 giorni al terzo round del campionato Endurace organizzato da Racing Club international su Assetto Corsa Competizione che vede il nostro team gareggiare nel split invitational. Oggi abbiamo fatto una chiaccherata con Antonio Caruccio, noto commentatore sportivo di motorsport che ci ha accompagnato nel corso della 24H di Kyalami e sarà con noi anche per la 3H di Donington di sabato! Con lui abbiamo voluto rivivere l’ultima diretta e parlare anche di progetti futuri.

 

È stata una prima volta ai microfoni per 24H? Quali sensazioni?
Sì, è stata la prima volta in cui, consecutivamente, per oltre 24 Ore se consideriamo anche le prove, il pre e post gara, ho avuto il microfono acceso. Prima della gara sicuramente tanto entusiasmo, tanta motivazione. Durante le ultime ore è prevalsa la stanchezza, soprattutto mentale prima che fisica, nel chiedermi perché avessi accettato di infliggermi questa tortura. Ma è una reazione abbastanza normale, che ho vissuto anche nelle 24 Ore reali in pista, a Spa o Le Mans. Dopo due giorni però, sei di nuovo pronto a rimetterti le cuffie. Un po’ come quando finisce una storia d’amore, per i primi tempi non ci pensi, e poi ti innamori di nuovo.

 

Il segreto per gestire una diretta così lunga?
Non credo ci sia un segreto, più che altro bisogna essere capaci di adattarsi in fretta alle varie condizioni, sia della corsa che degli argomenti. La chiave del successo di questo evento è stata probabilmente nel decidere di non fare una telecronaca, che per una gara di 24 Ore virtuale potrebbe risultare un po’ ostica, ma anzi aver di fatto realizzato un programma contenitore, con l’arrivo di tanti ospiti, con una condizione al quanto eterogenea di interventi, temi trattati ed approccio alle varie situazioni. La gara è stato un “fil rouge” che ha legato altri argomenti, credo che questo abbia permesso di interessare quel pubblico che altrimenti non si sarebbe mai approcciato a questa realtà. Inoltre penso che alla base ci sia stata l’ottima intesa che si è creata tra noi commentatori, soprattutto con Francesco con cui abbiamo condiviso la maggior parte del tempo al microfono, ma anche con Stefano. Questo ha reso in qualche modo quasi automatico il flusso di una diretta, ma è la chiave per rendere piacevole agli ascoltatori ed agli spettatori il risultati finale, per un prodotto di 15 minuti o 30 ore. Se ti diverti, questo “mood” passa anche a casa e credo che è quello che si è verificato la scorsa domenica.

 

L’aspetto che ti è piaciuto di più e quello meno?
Non c’è qualcosa che non mi sia piaciuto, quanto più delle situazioni, per lo più tecniche, che mi sono dispiaciute. Ma era anche il primo evento di questo genere, quindi in realtà il risultato è stato più che positivo. Mi ha fatto piacere ritrovare molti amici, sia nell’ambito locale ticinese, a cui sono ormai legato da oltre una decade per ragioni personali e professionali, oltre che altri del mondo dei motori. Questo ha reso sicuramente più piacevole e sciolto un programma che, solo nel finale per la stanchezza, si è fatto sentire.

 

Cosa aspettarci dalle prossime dirette?
Sicuramente qualcosa di meno impegnativo dal punto di vista del tempo di messa in onda! Sarà un prodotto allo stesso modo coinvolgente, più breve e forse per questo maggiormente fruibile. Dal punto di vista sportivo mi aspetto un miglioramento da parte di AIDA Pro Esports, perché i ragazzi continuano ad incrementare la loro esperienza, il loro affiatamento ed essere entrati nel Top-Split, con un innalzamento del livello della competizione, li ha portati a trovare nuove sfide e nuovi stimoli. 

 

Sappiamo di un nuovo progetto top secret, può anticiparci qualcosa?
Se lo facessi non sarebbe più top-secret… 

 

Motorsport reale e virtuale uniti saranno il futuro?
Dipende come. Non sono un sostenitore del mix, ad esempio di punteggio, all’interno di un campionato, laddove ci sono troppe variabili da considerare per un mondo sconosciuto come l’Esports. Sono invece convinto che questo sia un modo per ampliare il pubblico e l’eco di risonanza del campionato.

 

Rifaresti la 24h?
Sicuramente. Esattamente come per le gare reali, appena finito il trauma è molto forte, ma poi una volta riassorbito il colpo sei pronto a ripartire. Come cadere da cavallo o dalla bici, l’importante è rimettersi in piedi